
Sea Fever (2020) è un avvincente thriller fantascientifico irlandese diretto da Neasa Hardiman che combina la tensione claustrofobica di un survival horror con l’inquietante intrigo dei misteri degli abissi marini. Ambientato a bordo di un peschereccio, il film esplora i temi dell’isolamento, della fragilità umana e dei pericoli sconosciuti che si nascondono sotto la superficie dell’oceano. Con la sua suspense lenta e un agghiacciante senso di terrore, Sea Fever tiene il pubblico sulle spine offrendo commenti stimolanti sulla sopravvivenza e sul sacrificio.
La storia è incentrata su Siobhán (Hermione Corfield), una riservata studentessa di biologia marina che con riluttanza si unisce a una squadra di pescatori per il lavoro sul campo. L’equipaggio, guidato dal pragmatico Capitano Gerard (Dougray Scott) e da sua moglie Freya (Connie Nielsen), è inizialmente scettico nei confronti di Siobhán, che fatica ad adattarsi al loro gruppo affiatato e superstizioso. Tuttavia, la loro spedizione di routine prende una svolta terrificante quando la nave si avventura in un’area riservata e incontra uno strano organismo bioluminescente. La creatura si attacca alla nave, secernendo una sostanza misteriosa che contamina le riserve d’acqua della nave.
Quando l’equipaggio inizia a mostrare i sintomi di un’infezione mortale, la tensione aumenta e la paranoia prende il sopravvento. Siobhán, con la sua prospettiva scientifica, cerca di comprendere l’organismo e di trovare una soluzione, ma deve affrontare la resistenza dell’equipaggio sempre più disperato. Il gruppo deve decidere se mettersi in quarantena in mare o rischiare di diffondere l’infezione ad altri se tornano a riva. Con il tempo che stringe e l’influenza della creatura in crescita, l’equipaggio è costretto ad affrontare le proprie paure, prendere decisioni di vita o di morte e affrontare la terrificante realtà della loro situazione.
Sea Fever approfondisce i temi della sopravvivenza, del sacrificio e delle forze sconosciute della natura. Il film evidenzia la tensione tra scienza e superstizione, nonché i dilemmi etici affrontati in scenari pericolosi per la vita. Solleva interrogativi sul posto dell’umanità nel mondo naturale e sulle conseguenze dell’ignorare i confini dell’ignoto.
Visivamente, il film cattura l’isolamento e il pericolo della vita in mare, con la sua ambientazione ristretta che accresce il senso di claustrofobia. Le oscure profondità dell’oceano fungono da sfondo inquietante, enfatizzando i vasti e inesplorati misteri che si celano al di sotto. La creatura stessa è raffigurata con un mix di bellezza e minaccia, la sua bioluminescenza aggiunge un bagliore ultraterreno all’estetica oscura e lunatica del film.